Nuova tassa Siae sul settore ICT |
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Roma, 27/01/2010 - Polemiche ha suscitato la nuova tassa-balzello della Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori), sulla vendita di tutti i beni tecnologici dotati di memoria. Proteste anche dalla Confcommercio, che non è stata ammessa a far parte del Comitato Diritto d’Autore, pur rappresentando una grande percentuale delle aziende produttrici, importatrici e distributrici di prodotti high-tech. La protesta deriva dall'approvazione del Decreto ministeriale del 30 dicembre 2009 che causa un incremento delle quote che determinati produttori e importatori dovranno versare alla SIAE a titolo di «equo compenso». "Equo compenso" che è stato agganciato alla quantità di memoria venduta, cioè alla capacità di registrazione delle memorie, anziché al loro prezzo di vendita, come richiesto invece dall'ANDEC, (Associazione Confcommercio di produttori e importatori di elettronica civile). Con questo meccanismo, i costanti incrementi di memoria dei prodotti Ict comporteranno un progressivo incremento della tassa Siae sul prezzo di vendita al pubblico, con effetti paradossali, a medio termine. Sul versante del compenso agli autori, dal momento che sono indeterminati (come per Cd, Dvd e Vhs vergini), i nuovi introiti andranno ad incrementare il fondo comune che viene sostanzialmente ridistribuito tra i pochi autori, secondo criteri che sono oggetto periodico di altre polemiche e contestazioni. Link dettagli tassa Siae 2010. [ 2009 PrimaPagina ]
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